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Vi diamo il benvenuto nel sito della Chiesa Cristiana Evangelica Sola Grazia.
Per qualunque ragione abbiate scelto di visitare il nostro sito e in qualunque modo lo abbiate trovato, la nostra preghiera è che, conoscendo qualcosa di più sul nostro conto e comprendendo qualcosa di più del messaggio del Vangelo che predichiamo, la vostra anima possa essere illuminata e benedetta da Dio.
Come comprenderete presto leggendo i documenti pubblicati nel sito e ascoltando i sermoni predicati nella nostra chiesa, la proclamazione, la spiegazione e l’applicazione della Bibbia (che noi consideriamo la inerrante Parola di Dio) ha un posto centrale nella nostra vita e nella nostra chiesa.
Noi crediamo che la salvezza è l’opera del Dio Trino e crediamo che il Vangelo, al quale bisogna credere per essere salvati, è il dono di Dio Padre per l’umanità smarrita e colpevole; che la venuta di Gesù Cristo, il suo farsi uomo per vivere tra noi, per insegnare, per compiere miracoli, per morire sulla croce, per risuscitare ed ascendere al cielo, era indispensabile affinché i peccatori fossero salvati e che lo Spirito Santo è la persona divina che assiste nell’annuncio di questo messaggio e che fa in modo che esso sia ricevuto, creduto e vissuto.
Chiunque voi siate e qualunque siano la vostra storia personale e le vostre convinzioni, vi invitiamo ad ascoltare la predicazione del Vangelo in uno spirito di preghiera e di sentirvi liberi di cercare un contatto con noi. Di presenza, se non vivete troppo lontano da Caltanissetta, o telefonando o scrivendo. Saremo molto lieti di ascoltare e rispondere alle vostre domande.
Gesù ha detto: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo» questo è molto più che un invito: è un ordine che si accompagna ad una promessa di grazia. Possa così il Signore benedirvi.
Pensieri
"Ovunque riscontriamo la Parola di Dio essere predicata con purezza, ed ascoltata, i sacramenti essere amministrati secondo l'istituzione di Cristo, non deve sussistere alcun dubbio che quivi sia la Chiesa" - Giovanni Calvino
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Pietro Bolognesi
La situazione culturale del nostro paese è più tragica di quel che si potrebbe pensare. Se si tolgono gli orpelli e le buone maniere, ci si rende conto che c’è un grande problema culturale e spirituale. Dietro le belle maniere si cela un grumo d’ignoranza, ottusità ed empietà. La libertà religiosa è solo apparente. Le reazioni alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo sull’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, ha mostrato, ancora una volta, quanto si sia lontani da un ideale minimo di laicità.
Questo editoriale ha un obiettivo modesto. Vuole incoraggiare all’uso degli aggettivi. Non si parla dei sostantivi usati per tradurre termini religiosi. Essi sono già tutto un programma. Il “pfarrer” della chiesa evangelica tedesca viene tradotto con “parroco” anziché “pastore”; il “service” di una chiesa evangelica americana, viene reso con “messa” e via discorrendo. Questo esige appena un po’ di cultura religiosa, ma questo non è un prodotto molto diffuso nell’ambito dei media.
Ci accontentiamo di aggettivi. Gli aggettivi sono quelle parti del discorso che qualificano i sostantivi. L’uso sapiente di essi permette di cogliere la qualità della cosa indicata dal sostantivo. E’ un interessante parametro della cultura posseduta. Gesù sapeva usarli.
Nel nostro Paese non sembra si sia in grado d’usare gli aggettivi. Se lo si fa, non lo si sa fare. Nei discorsi e dibattiti sulle questioni religiose, giornalisti, uomini di cultura (?), accademici, politici, si servono del termine “chiesa” senza alcuna specificazione. “La chiesa ritiene…, pensa…, è…”. Nella mente dei più, il termine “chiesa” evoca, la chiesa cattolica romana. Questo alimenta un clima di nebulosità e superficialità. Come se la chiesa cattolico romana fosse l’unica chiesa o fosse in grado di riassumere sentimenti e convinzioni di tutte le altre chiese. Quando ci si sforza molto, si parla di chiese “diverse dalla cattolica”. E’ il colmo. In molte bocche le chiese non hanno ancora la necessaria dignità per essere nominate! Sembra che vi sia pudore o semplice ignoranza nel servirsi degli aggettivi. La chiesa cattolica sarebbe il metro, le altre vengono prese in considerazione solo commisurandole ad essa.
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Maurice Roberts (da “The Banner of Truth” magazine, July 1999)
Tutti gli uomini divengono simili alle cose che adorano. Il nostro carattere interiore viene silenziosamente modellato dalla concezione di Dio che ci siamo fatta e dal modo in cui ce lo rappresentiamo. Il carattere cristiano è frutto dell’adorazione cristiana, il carattere pagano è prodotto dell’adorazione pagana; il carattere semi-cristiano è il risultato di una comprensione di Dio che è vera solo per metà. Il principio è sempre verificato: noi diveniamo simili a ciò che adoriamo, nel bene e nel male. “Come loro sono quelli che li fanno” (Salmo 115:8).
Se questo è vero, ne consegue che ciò in cui dobbiamo impegnarci, al di sopra di tutte le cose, è nell’ottenere una concezione e una comprensione del carattere e della persona di Dio le più perfette possibili. Sbagliare nella concezione dell’idea di Dio, infatti, significa sbagliare in tutto ciò che riguarda la nostra religione. Questo, probabilmente, è il problema più difficile di tutti. È il problema dei problemi. Oh, se solamente potessimo conoscere Dio per com’egli è; se solamente potessimo pensare a lui e comprendere com’è veramente! Se giungessimo a ciò, ci ritroveremmo sul pinnacolo più elevato di tutta la conoscenza e, allora, potremmo cominciare sul serio a progredire nel nostro cammino cristiano. Non ci meravigliamo, perciò se Mosè chiese a Dio: “Mostrami la tua gloria”! (Es. 33:18) Noi non saremo mai in grado di condurre altri o di insegnare nulla di profittevole fino a quando non avremo visto la gloria di Dio e non saremo giunti ad apprezzare l’eccellenza della sua supremazia.
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